Mattia Ravanelli svela la tracklist del nuovo album degli Smashing Pumpkins!
giugno 1st, 2011 § 0 comments § permalink
Mattia Ravanelli svela la tracklist del nuovo album degli Smashing Pumpkins!
febbraio 15th, 2011 § 2 comments § permalink
Alan Wake è un pomposo blocco di marmo, ad altissimo tasso d’imperfezione, in più momenti sconclusionato come nessun gioco sviluppato per sei anni dovrebbe potersi permettere di essere*, eppure in un qualche senso ce la fa.
Detto questo, rimane difficile capire cosa sia Alan Wake. Un gioco d’azione? Certo. Ma basato su quale meccanica di gioco? Quale, in sintesi, dovrebbe essere la fase di gioco, il momento saliente, il succo di Alan Wake? Quando ci si dovrebbe divertire? [...] on può certo essere l’esplorazione: è tutto un corridoio, con qualche zona aperta e all’incirca sessanta chilometri quadrati di muri invisibili. Sarà forse, allora, la fase sparacchina? Ma per carità: Resident Evil 4 (che pare il gioco a cui più si vorrebbe ispirare, almeno come ritmo e impostazione generale) è su ben altro livello, coi suoi danni “localizzati” e le tante armi da far evolvere.
Sam Lake, dopo Max Payne, ha provato a creare un altro personaggio disturbato e che vorrebbe essere disturbante. Risultato: un’insalata mista di luoghi comuni e cliché, di pseudo colpi di scena e di coda avvelenata.
Alla fine è un gran guazzabuglio di crisi dell’io un tanto al chilo e tutti a casa. Leggasi: non si capisce davvero una fava e pare che la cosa sia quasi studiata ad arte, “se non ci capiscono una fava magari possono anche credere che sia roba per gente adulta!”. Sarà…
[...] come il compagno di classe cretino che però lo vedi che ce la mette tutta e allora alla fine gli vuoi anche bene dai.
Si può perdonare il suo egocentrismo, il suo pensare prima alla scena e al personaggio… che al giocatore; perdonare il ritenere il gioco quasi una scusa per raccontare una storia (sgangherata); perdonare il suo dimenticarsi di regalare al giocatore reali soddisfazioni “da videogioco”; perdonare il suo pretendere che chi ha il gamepad in mano debba comportarsi da pupazzo, seguendo solo l’iter immaginario e “perfetto” supposto dai designer… Qualcosa, però, non può essere perdonato: “Space Oddity” (David Bowie) quando il sipario viene chiuso: è circonvenzione di capace.
novembre 24th, 2010 § 0 comments § permalink
Eccomi, eccomi, ci sono, riprendiamo a scrivere.
In realtà l’ho già fatto, ho scritto una cosa sugli Smashing Pumpkins per il blog di Zave.
ottobre 24th, 2010 § 4 comments § permalink
C’è uno splendido post sul blog di Mattia Ravanelli che parla del suo rapporto con il calcio dei piccoli. Il calcio è stato uno degli sport che ho provato – perché ci ho provato, eh, a fare sport: poi ho capito che preferivo fare altro, come scrive Mattia (che però, si deduce, qualcosa in più di me l’ha fatta).
settembre 2nd, 2010 § 0 comments § permalink
Lo so, dovrei occuparmi di faccende ben più serie (ma poi, perché?). Ma sono ore che rido come uno scemo davanti allo schermo.
luglio 20th, 2010 § 0 comments § permalink
Io e Mattia Ravanelli detto Zave stiamo ufficialmente cercando un posto nella redazione di un grosso quotidiano, o un grosso sito. Comunque qualcosa di “grosso”.
[...]conoscete qualcuno che conosce qualcuno che mi possa far scrivere su qualche bel quotidiano nazionale di quelli importanti? Che lo so anche io che in un mondo perfetto non dovrebbe succedere, ma avete mica aperto per sbaglio giornali e mica giornali negli ultimi enne anni? Ecco, non prendiamoci in giro: è pieno di cialtroni forse, a volte, anche più cialtroni del sottoscritto. Insomma: qualcuno può mica metterci una raccomandazione molto Prima Repubblica, ma tutto sommato perfettamente Seconda Repubblica? [...]
luglio 14th, 2010 § 0 comments § permalink
Mattia ha gettato il sasso: sta a noi capire la portata rivoluzionaria della sua inchiesta e diffonderla. Nel mio piccolo farò di tutto per avvicinare quel simpatico trentenne al suo sogno di diventare un personaggio strapagato e poter scrivere di giochini tutto il giorno!
Magari i ricevitori li hanno presi tutti i produttori e presentatori per accreditarsi milioni di spettatori XD
giugno 29th, 2010 § 0 comments § permalink
Visto che mi è arrivato il primo EP del mastodontico nuovo album degli Smashing Pumpkins mi sembra giusto citare (con colpevole ritardo) quello che scrive Mattia a proposito del mio disco preferito – conosciuto grazie a lui, che ne aveva scritto sulle pagine di Nintendo La Rivista Ufficiale. Ringraziamo di nuovo quell’acido di un Ravanelli e rimandiamo al suo blog tematico. Poi vi racconto quanto mi sfotte per sto post.
Mellon Collie and the Infinite Sadness” è un doppio album che col 1995 ha poco a che fare. Come sempre ha dimostrato la band di Corgan. Qui al suo massimo in quanto a produttività: ventotto tracce, ennemila maxi-singoli ed EP, innumerevoli b-side, anche di grande prestigio, che andranno poi a raccogliersi in un cofanetto un anno più tardi. Gli Stati Uniti impazziscono, l’Europa segue convinta. Nessuno dovrebbe voler così bene a un’opera che degli anni novanta ha un po’ di pedali delle chitarre e la voce nasale e agguerrita o nasale e depressa o nasale e melodiosa, pur sempre nasale.
Tutto il resto è un meltin’ pot di anni ’70 e chissà che altro. Di epica rock e sensibilità pop. Ci sono tutte le influenze del lungagnone di Chicago: dai Pink Floyd ai Black Sabbath, dai Cure ai Cheap Trick. C’è tutta una giornata, dall’alba alla luce delle stelle. C’è l’inossidabile potenza e l’estro jazz della batteria di Chamberlin. Ci sono, addirittura, le voci e le canzoni di James Iha e i cori di D’Arcy. Un universo maleducato o raffinatissimo, un volerci provare a tutti i costi anche quando potrebbe essere troppo. Nessun calcolo, solo il flusso creativo con splendida punteggiatura. Chi per sbaglio capisce che quello è il disco che fa per lui e quello è il gruppo capace di mettere in musica quei modi di sentirsi, è fregato a vita.
Chi incrocia e sorride a “Mellon Collie and the Infinite Sadness”, non ne esce vivo. Anche quindici anni dopo, in un ufficio con la maglietta a maniche lunghe dell’anti-eroe Zero. Come ha chiamato il suo gatto. Certa gente non sa dove stia di casa la vergogna, ma sa dove sta di casa tutta una fetta della sua vita.