Predator è uno dei miei personaggi del cinema preferiti. E’ incazzato, è bello fascio, ha un suo senso dell’onore ed è un cacciatore. Non basta? E’ il rasta più cazzuto della storia e spacca mascelle come fossero di burro.
Predator, il film degli anni ’80 con Schwarzenegger, è considerato un ottimo film. A me non è mai piaciuto veramente, probabilmente per colpa del pur sempre mitico Arnold, che io però non digerisco.
Il secondo Predator è oggettivamente un film bruttino, con Danny Glover sì bravo, ma con un eccesso di violenza alla lunga stucchevole – e senza il fascino dell’ambientazione esotica che poteva vantare l’uno. Ha però il merito di delineare il profilo morale dell’alieno, rendendolo un personaggio completo e non un semplice antagonista, seppur potentissimo.
Sorvoliamo sui due Alien Vs Predator: in un vero scontro tra i due, Predator lo annienterebbe in cinque secondi, lo Xenomorfo.
Tutto questo per dire che amo molto la costruzione del personaggio Predator e l’universo che gli sta intorno: è con questo spirito che sono andato a vedere Predators, il nuovo film su(i) Predator con protagonista Adrien Brody, Topher Grace e tutta una cricca di gente che non avevo mai sentito nominare – a parte Laurence “Cicciottone” Fishburne, si intende.
Trama
Adrien Brody si sveglia: sta precipitando da un aereo e non sa proprio perché. Ha un paracadute legato alla schiena che si apre all’ultimo momento. E’ un soldato mercenario, un tipo poco raccomandabile. Insieme a lui cadono giù dal cielo altre personcine che inviteresti a casa, nel salotto buono: un soldato ceceno, un allegro detenuto psicopatico, Machete, un silenzioso membro della Yakuza, un negrone in crisi mistica (quota neri), una soldatessa molto bella dal cuore d’oro (quote rosa) e un medico. Nove membri, dunque, se contiamo anche il naso di Adrien Brody.
Insieme scopriranno di essere su un altro pianeta, una riserva di caccia dove vengono braccati da creature forti e astute e poco inclini al dialogo (spoiler: i Predator).
Sceneggiatura
La trama scorre su binari fissi e abbastanza prevedibili – ma un paio di colpi di scena ci sono, e nemmeno troppo scontati – e fa il suo dovere: intrattiene e non annoia. Ma la continuity interna del film è terribile. L’evoluzione psicologica del protagonista è oggettivamente incomprensibile, così come l’effetto “giro dell’oca”: “oddio, dove siamo, camminiamo da ore, siamo in un pianeta ostile…” ma visitano sempre le stesse due o tre ambientazioni, e per più di una volta. E alcune ingenuità – la prima trappola dei Predator al grupppo, oggettivamente imbarazzante – fanno cadere precipitosamente verso il basso la stima e il rispetto verso Predator.
Ambientazione
Bellissima. La cura per i particolari c’è, e la ricerca dell’elemento di continuità con il primo Predator è ben architettata. Ripeto, il problema è che le ambientazioni sembrano enormi, ma sono in realtà sempre tre zone: campo in fiamme, zona rocciosa, interno. Ma va bene lo stesso, il film non ne risente troppo.
Attori
Tutta gente in gamba. Adrien Brody è atipico: sembra mingherlino, ma appena si toglie la maglietta mostra un fisico che lèvati. Cinico, un po’ sapientino: un anti-eroe interessante, ma che vive un’evoluzione davvero deprimente. This ain’t the summer of love, Rodriguez.
La tipa bella (Alice Braga) è un po’ fastidiosa, come tutti gli “elementi buoni” dei film d’azione: è la coscienza del gruppo, ma riesce a convincere, e alla fine si può accettare. E poi ha un culo perfetto, come dice lo psicopatico.
Tutti molto bravi, con un ruolo interessante anche per Laurence Fishburne, il supercicciottone di Matrix.
Colonna Sonora
E’ quella dello Squalo, o almeno sembra. Ci sono anche una sei-sette secondi di chitarrone metal, un po’ di urla dei Predator e effetti sonori tipo gelatina ad ogni passo. Svolge il suo lavoro, e al cinema rende abbastanza.
Pregi
E’ sostanzialmente una figata, fuori è caldo e al cinema no. Ben girato, finale aperto (ma potrebbero anche chiuderla qui, e sarebbe un colpo di genio) e ben interpretato, c’è ritmo e si evita l’effetto videoclip delle inquadrature. La riflessione sul rapporto cacciatore/preda. E un boss della Yakuza che combatte con un Predator a colpi di katana non lo vedi sempre.
Difetti
Il rapporto spazio-tempo che riesce a metà, alcune ingenuità della sceneggiatura, e soprattutto la figura dei “nuovi” Predator, che più che cacciatori sono dei sadici violenti. Ma Rodriguez l’avrà visto Predator 2?
Predators
di Nimród Antal, l’amico di Rodriguez
con Adrien Brody, Alice Braga, Laurence Fishburne, Topher Grace, Danny Trejo e un paio di altri tizi